Dicono del libro

Notizia de Gipuzkoa

> 30 Luglio 2015

 

(in spagnolo)

Contra los clichés del jazz noruego

El escritor Luca Vitali presenta su libro ‘The sound of the North’, en el que repasa la historia de este estilo musical en el país nórdico

Viernes, 24 de Julio de 2015 - Actualizado a las 06:22h

DONOSTIA - “La gente cree que Escandinavia es fiordos y frío, pero después de estar en Noruega, puedo decir que es bastante distinto a eso”, señaló ayer Luca Vitali, autor del libro The Sound of the North, en la presentación de la obra. “Creo que hay muchos clichés en este país y en su música, y quería romperlos”, dijo. Este fue el punto de partida para la primera obra monográfica del escritor, que está dedicada a la muy animada escena jazzística noruega. “Es muy importante, ya que Noruega fue clave en la emancipación del jazz europeo del afroamericano”, subrayó Vitali.

Aun así, lamentó, que cuando se habla de jazz, siempre se hace referencia al afroamericano, y se olvida el resto, ya que “el jazz noruego no tiene ninguna intención de imitar a nadie”, señaló. En la publicación, Vitali hace un repaso de la historia del jazz en el país escandinavo, marcando los momentos importantes, como cuando cambiaron la concepción que tenían de este estilo musical en los años 90.

 

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AllAboutJazz USA

> by Ian Patterson (December 2014)

 

(in inglese)

Inspite of having a population of only five million inhabitants, Norway, contests author Luca Vitali, produces and consumes more jazz than almost any other country in Europe. The growth of jazz festivals, jazz courses and a seemingly never-ending supply of strikingly original groups and individual voices has, with generous government funding for the arts, combined to position Norway as arguably the leading player in European jazz/creative music today. 

 

Few know the contemporary Norwegian jazz/creative music scene as well as Italian journalist Vitali, who has criss-crossed the county innumerable times over the past decade or more, attending festivals, concerts and interviewing musicians. This exhaustively researched book falls into two parts: the first and meatiest part chronicles the roots and defining influences that have shaped Norwegian jazz while the second part provides a broad overview of the sprawling, eclectic contemporary music scene and its principal protagonists.

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AllAboutJazz

> di Luca Canini (Dicembre 2014)

 

Il Libro

Aurore boreali, fiordi, salmoni, un re che si chiama Harald, fenomenali sciatori, un paio di attaccanti spilungoni che hanno lasciato il segno anche in Italia e una scena jazz da crepare d’invidia. Cresciuta rigogliosa nonostante la Novergia non sia esattamente al centro del villaggio globale. E nonostante gli evidenti limiti rappresentati dall’esiguo numero di abitanti, dal clima non proprio ospitale e dalla morfologia di un territorio frammentato, costellato di città piccole e distanti. Tutto il contrario di quel che ci si aspetterebbe da una terra che da più di quarant’anni rappresenta uno snodo cruciale per le sorti della musica improvvisata non solo europea, un laboratorio permanente di stili e tendenze, commistioni e rivisitazioni. Un autentico miracolo la scena norvegese, una meravigliosa anomalia che prima o poi qualcuno doveva prendersi la briga di raccontare. Non stupisce che a farlo sia stato un “norvegiologo” patentato come Luca Vitali, che dell’amore per la patria dei vichinghi ha fatto una ragione di vita. E che nell’indispensabile “Il suono del Nord,” pubblicato da Auditorium Edizioni, ha tracciato una dettagliatissima mappa di quel che è stata e di quel che è la Norvegia in jazz(...)

Jazzitalia

> di Nicola Barin (Settembre 2014)

 

Per tutti coloro che da diverso tempo seguono la scena jazz del Nord Europa questo libro colma una lacuna importante, non solo a livello letterario italiano ma anche europeo, ed è impressionante, come ricorda il giornalista norvegese Jan Granlie che:"...Luca è uno dei pochi che conosce la scena del jazz norvegese meglio della maggior parte dei norvegesi stessi."
Luca Vitali, giornalista musicale e scrittore tra i più attenti, ci conduce con mano sicura nel mondo musicale norvegese facendoci assaporare ogni sfumatura. Si tratta di una vera è propria conoscenza per frequentazione; il critico bolognese, infatti, con un taglio giornalistico, intervista, racconta, e tenta un pedinamento della realtà descrivendo ciò che ha visto e vissuto, e dove non può, si aiuta con le testimonianze di chi era presente (...)

Jazz Convention

> di Fabio Ciminiera (Agosto 2014)

 

​​Luca Vitali segue da anni le storie, le evoluzioni, le nuove personalità della scena nordica e, in particolare, norvegese. Con passione e competenza, con presenza fisica e autorità riconosciuta dagli stessi musicisti e operatori del panorama artistico. In pratica, era "predestinato" - anzi, sarebbe meglio dire che si era destinato - a compiere l'operazione realizzata con Il suono del Nord: vale a dire, una ricognizione della storia e del presente del jazz e delle musiche di improvvisazione presente in Norvegia, estremamente curata e approfondita da fatti e connessioni e arricchita da un doppio corredo fotografico di immagini "storiche" e scatti effettuati direttamente dall'autore. 
La scena jazzistica norvegese è in realtà una comunità capace di una evoluzione costante negli ultimi cinque o sei decenni. L'indagine di Vitali parte dalla presenza di George Russell e dalle prime edizioni del Molde Jazz Festival. Siamo negli anni sessanta: Russell sarà una presenza fissa e fondamentale nella seconda metà, il festival prende le mosse nel 1961 e si afferma a livello internazionale nelle successive edizioni. (...)

il Giornale della Musica

>"Norwegian mood"di Enrico Bettinello (Maggio 2014)

 

​​Un libro di Luca Vitali racconta la scena norvegese, fra avventure, sperimentazioni, riscoperta delle tradizioni e un sistema - di insegnamento edi supporto ai musicisti - da cui si potrebbe imparare molto.

 

Non sarebbe da stupirsi se prima o poi la Norvegia insignisse Luca Vitali (firma che i lettori del “giornale della musica” hanno imparato a conoscere e apprezzare) del titolo di Ambasciatore musicale. Da sempre osservatore privilegiato e attento conoscitore dei suoni che da quelle terre provengono,Vitali ha ora pubblicato Il suono del nord. La Norvegia protagonista della scena jazz europea, accuratissima guida alla storia e alla ricchezza sonora di quelle latitudine.Il libro (edito da Auditorium e corredato da un ottimo cd audio e ora anche da un sito ricco di contributi multimediali, www.ilsuonodelnord.com) è frutto di oltre dieci annidi frequentazione dei festival norvegesi, di interviste ai protagonisti di quella scena e di una costante prossimità culturale e umana di Vitali a quelle produzioni.

 

Musica Jazz

> di Libero Farnè (Aprile 2014)

 

​​Come è possibile che nell'epoca della cultura globalizzata una nazione poco popolosa come la Norvegia abbia espresso una scena jazzistica di forte identità, capace di imporsi all'attenzione internazionale?

Sulle origini, l'evoluzione, le diramazioni di quella scena indaga l'esperto Vitali prendendo le mosse dall'influenza esercitata negli anni Sessanta da George Russell sullo svecchiamento del jazz norvegese.

La narrazione è minutamente descrittiva senza risultare pedante, individuando le relazioni incrociate tra ambiti diversi (jazz, musica classica, folk, elettronica ma anche istituzioni e associazioni, fattori ambientali e climatici ... ) e numerosi operatori (non solo musicisti, ma anche giornalisti, produttori, organizzatori, fonici e così via), fino à sondare l'attività e le peculiarità espressive di protagonisti oggi sulla cresta dell'onda.

Valido è anche l'apparato fotografico: in bianco e nero i reperti d'epoca, di autori vari; a colori, a opera dello stesso Vitali, i documenti recenti.

Il cd allegato raccoglie una mirata selezione di brani editi tra 2008 e 2013.

Repubblica Bologna

> di Gianni Gherardi (27 marzo 2014)

​​(...) Questo prezioso testo è non solo importante ma diviene lente d'ingrandimento della nuova realtà jazzistica europea. Perché racconta quanto un relativamente piccolo mondo come la Norvegia possa nutrirsi con i nuovi linguaggi solo se è in grado di relazionarsi con il mondo più ampio”. Così Paolo Fresu introduce ‘Il suono del Nord-La Norvegia protagonista della scena jazz Europea’, del musicologo bolognese Luca Vitali, pubblicato da Auditorium edizioni con allegato un prezioso cd (in libreria a 34 euro). Nelle 320 pagine, corredate da molte fotografie, Vitali traccia un percorso che parte dagli anni ’60 quando l’arrivo ad Oslo del compositore americano George Russell comincia a portare il paese nordico fuori dall’isolamento e al centro della scena europea. Tra gli episodi narrati c’è l’incontro, casuale, al festival jazz di Bologna, tra Manfred Eicher, che stava progettando l’Ecm Records, ed un giovanissimo Jan Garbarek (che suonava nel sestetto di Russell), il sassofonista che diventerà uno dei nomi di punta del’etichetta bavarese con un successo planetario. Attraverso interviste con molti musicisti, emerge un racconto riccho di progetti, talenti, club, festival, etichette, dove il jazz si mescola sempre più spesso ad altre influenze sonore. E’ un universo culturale inedito, perché va al di là dei nomi più noti per narrare un mondo stimolante e sempre pronto a mettersi in gioco, come dimostrano gli 80 minuti di musica del compact disc allegato, che spazia da Arild Andxersenm a Nils Petter Molvaered, fino a Bugge Wesseltoft.

Rolling Stone

> di Corrado Beldì

​​Norvegia: un piccolo paese con una grande tradizione musicale. Una scena ricca, soprattutto nel mondo dell’improvvisazione, che ha contribuito alla musica contemporanea con suoni diversi, peculiari, per certi versi riconoscibili. Il corposo saggio di Luca Vitali (accompagnato da un utilissimo cd), scritto con dovizia di argomenti, aneddoti e riferimenti storici, arricchisce gli studi sulla scena jazz europea e sul progressivo affrancamento dalla tradizione musicale afroamericana. Non solo in Norvegia, ma lì certamente in modo originalissimo, la tradizione popolare e la musica sacra sono stati alla base di un rinnovamento radicale. L’arrivo di George Russell, musicista e compositore americano, a Oslo nel 1964 e il successivo incontro con il trio del diciannovenne Jan Garbarek (fulminante, dopo soli tre mesi sono in tour) sono l’innesco decisivo in un terreno già fertile. Nasce un nuovo sound che si sviluppa grazie ad alcuni contributi fondamentali: l’interesse di Manfred Eicher della nuova casa discografica ECM per quei suoni così rarefatti; l’apertura del Club 7, che diventa presto il cenacolo di una generazione di talenti della controcultura; il nuovo Rainbow Studio a Oslo, dove viene registrato per la prima volta quel suono così ovattato e profondissimo che è caratteristica singolare di gran parte del jazz norvegese. (...)

Percorsi Musicali

> DI Ettore Garzia

​​(...) Luca Vitali, giornalista jazz molto addentrato nelle tematiche scandinave, anche per via di una serie di ricorrenti collaborazioni con le maestranze norvegesi, ha appena pubblicato uno dei primi tentativi di accorpare la materia con il suo libro "Il suono del nord. La Norvegia protagonista della scena jazz europea", una dettagliata storiografia degli avvenimenti che hanno interessato la Norvegia (principale attore di una più ampia scena che investe i paesi nordici limitrofi). Vitali ha così soddisfatto un'importante esigenza di documentazione di eventi, locali, passaggi temporali fondamentali, incontri, musicisti, di cui se ne sentiva assolutamente il bisogno per un raccordo. (...)

 

 

Tracce di Jazz

> DI Ettore Garzia

​​(...) Luca Vitali, giornalista jazz molto addentrato nelle tematiche scandinave, anche per via di una serie di ricorrenti collaborazioni con le maestranze norvegesi, ha appena pubblicato uno dei primi tentativi di accorpare la materia con il suo libro "Il suono del nord. La Norvegia protagonista della scena jazz europea", una dettagliata storiografia degli avvenimenti che hanno interessato la Norvegia (principale attore di una più ampia scena che investe i paesi nordici limitrofi). Vitali ha così soddisfatto un'importante esigenza di documentazione di eventi, locali, passaggi temporali fondamentali, incontri, musicisti, di cui se ne sentiva assolutamente il bisogno per un raccordo. (...)

 

 

JazziNorge

> DI CAMILLA SLAATTUN BRAUER

​​I boka “Il Suono del Nord – La Norvegia protagonista della scena jazz Europea” skriver Luca Vitali om den grunnleggende rollen Norge spilte i Europa for å frigjøre jazzen fra sine afro-amerikanske røtter, og hvordan den norske jazzscenen idag har blitt en av verdens mest innovative og originale scener. Forfatteren forteller om konserter, musikere , klubber og plateselskaper, festivaler og møter. Han skriver om Jan Garbareks første møte med ECM-sjefen Manfred Eicher, og hvordan dette åpnet dørene for norske jazzmusikere internasjonal. Boken forteller viktig klubbhistorie fra Club7 til Blå, og Vitali utforsker sammenhengen mellom jazz og andre musikksjangre, og beskriver det han mener er den virkelige essensen av moderne norsk jazz.

"Norwegian Mood"di Enrico Bettinello

per il Giornale della Musica di maggio 2014